
Cuore satellite
Il primo romanzo di Pierpaolo Mandetta, pubblicato in autonomia prima dell'incontro con Rizzoli.
Scopri il libro su Amazon ↗Scrittore, autore sui social, contadino. Una storia fatta di parole, relazioni e di un ritorno alla terra diventato vita quotidiana.
Pierpaolo Mandetta è uno scrittore pubblicato da Rizzoli e da molti anni racconta attraverso i libri e i social storie, relazioni, identità e vita quotidiana.
Oggi una parte importante di quella vita si svolge a Podere Cafasso, a Capaccio Paestum, il luogo in cui vive e che porta avanti insieme a Massimo e Federico, tra ospitalità, campagna, animali, giardini e il ritmo concreto delle stagioni.
Ma il legame tra Pierpaolo e il Podere non nasce da un progetto di comunicazione né dalla volontà di associare un personaggio pubblico a una struttura ricettiva.
Nasce molto prima.
La scrittura è da sempre uno dei modi con cui Pierpaolo racconta le persone: le famiglie, gli amori, le contraddizioni, le differenze e quella ricerca spesso complicata del proprio posto nel mondo.
Nel 2015 pubblica in autonomia Cuore satellite, il suo primo romanzo.
Nel 2017 pubblica con Rizzoli Dillo tu a mammà, una storia ambientata tra Milano e il Cilento, in cui famiglia, amore, identità e ritorno al Sud si intrecciano continuamente.
Nel 2019 arriva Il club delle pecore nere, ancora per Rizzoli, che riprende alcuni di quei personaggi e torna a raccontare relazioni, fragilità, cambiamenti e vite che difficilmente entrano in categorie prestabilite.
Accanto ai romanzi è cresciuto negli anni anche il racconto sui social: uno spazio più immediato, personale e spesso ironico, attraverso il quale Pierpaolo ha costruito un rapporto quotidiano con una comunità di persone che continua a seguirne storie, pensieri e cambiamenti.
Podere Cafasso nasce anche dalla storia condivisa di Pierpaolo e Massimo.
Dalla loro relazione, dalla vita costruita insieme e, a un certo punto, dal desiderio di immaginare un futuro diverso.
Lasciare progressivamente spazio alla campagna. Recuperare un casale. Restituire vita a un terreno rimasto a lungo quasi abbandonato. Provare a costruire un luogo nel quale la quotidianità avesse tempi e significati differenti.
Quando Pierpaolo e Massimo iniziano questa avventura, Podere Cafasso non è ancora il luogo che esiste oggi.
Ci sono il casale, la terra e soprattutto un progetto ancora tutto da costruire.
Seguono anni di lavori, alberi piantati, spazi recuperati, animali arrivati al Podere, giardini cresciuti lentamente, errori, ripensamenti e nuove idee.
Quella che all'inizio era una scelta profondamente personale diventa progressivamente qualcosa di più grande.
Oggi quella storia è condivisa con Federico e Podere Cafasso è diventato anche un luogo di ospitalità.
Per Pierpaolo il ritorno alla campagna non ha significato abbandonare ciò che era stato prima.
La scrittura è rimasta. I libri sono rimasti. I social sono rimasti.
È cambiato il punto da cui osservare e raccontare le cose.
Una parte della vita che per anni passava soprattutto attraverso parole, presentazioni, città e incontri oggi passa anche attraverso gesti molto concreti: una pianta da mettere a dimora, un animale da accudire, un giardino da far crescere, una stanza da preparare, una persona da accogliere.
Pierpaolo non presta semplicemente il proprio nome al Podere.
Podere Cafasso non nasce intorno alla notorietà di una persona. Nasce da relazioni, scelte e vite condivise.
Pierpaolo ne è parte insieme a Massimo e Federico, con una storia pubblica che qui si intreccia inevitabilmente a una storia molto più personale.
Anche il modo di accogliere di Podere Cafasso nasce da questa storia.
L'attenzione verso le persone LGBTQ+ non è stata aggiunta successivamente come un'etichetta commerciale e non nasce semplicemente dall'adesione a un programma dedicato all'inclusività.
Fa parte dell'identità del luogo e dell'esperienza delle persone che lo hanno costruito.
La relazione tra Pierpaolo e Massimo è parte della storia del Podere. E proprio per questo alcune cose che altrove richiedono dichiarazioni, spiegazioni o rassicurazioni qui sono sempre sembrate semplicemente naturali.
Una coppia non dovrebbe chiedersi se verrà guardata diversamente.
Una persona non dovrebbe avere bisogno di capire in anticipo quanto può raccontare di sé.
Nessuno dovrebbe sentirsi costretto a cambiare una parola, evitare un gesto o spiegare chi è per sentirsi accolto.
L'idea è molto semplice:
poter essere sé stessi anche quando si è lontani da casa.
Podere Cafasso aderisce anche al programma Travel Proud di Booking.com, ma il riconoscimento formale viene dopo.
L'accoglienza aperta, rispettosa delle differenze e libera dal giudizio nasce prima, dalla storia personale delle persone che vivono qui.
Scopri il nostro modo di accogliere →

Oggi il Podere è contemporaneamente casa, campagna e luogo di ospitalità.
Non tutto quello che accade qui diventa un post e non tutto quello che viene raccontato sui social appartiene al Podere.
Ma inevitabilmente i due mondi si incontrano.
Chi segue Pierpaolo da anni ha visto comparire progressivamente alberi, animali, lavori, orto, giardini e piccoli frammenti di questa vita.
Chi invece scopre Pierpaolo partendo da Podere Cafasso incontra una delle persone che questo luogo lo ha immaginato, vissuto e costruito.
È probabilmente qui che le due parti della sua storia si uniscono meglio: continuare a raccontare le persone e le loro differenze, ma farlo anche da un luogo reale nel quale quelle differenze possono convivere con naturalezza.
Tre tappe diverse dello stesso percorso: dall'autopubblicazione all'incontro con Rizzoli.

Il primo romanzo di Pierpaolo Mandetta, pubblicato in autonomia prima dell'incontro con Rizzoli.
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Una storia di famiglia, amore, identità e ritorno al Sud, ambientata tra Milano e il Cilento.
Scopri il libro su Rizzoli ↗
Una storia di relazioni, fragilità, cambiamenti e persone che cercano il proprio posto senza necessariamente adattarsi a quello che gli altri hanno immaginato per loro.
Scopri il libro su Rizzoli ↗Il racconto continua anche fuori dai libri.
Massimo, Pierpaolo e Federico partecipano ogni giorno alla vita di questo luogo con esperienze, caratteri, percorsi e sensibilità differenti.
Tre storie diverse che oggi condividono lo stesso Podere.
