Parco e progetti ambientali

Gli obiettivi del Podere Cafasso sono molteplici

Rivalutazione storica del fabbricato, attraverso interventi di ristrutturazione e arredamento compatibili e fedeli al periodo originale, e conversione in country house per l’accoglienza degli ospiti;

Riforestazione della tenuta, spogliata dalle coltivazioni intensive;

Aumento della biodiversità, con la semina di specie spontanee in genere combattute o che spariscono con l’uso dei diserbanti (come malve, tarassaco, borragine e papaveri), l’impianto di alberi usati nell’artigianato (come i salici), specie ornamentali da fiore per gli insetti utili alla lotta biologica, e piante officinali;

Recupero delle pratiche antiche, come l’intreccio dei cestini o l’essiccazione di erbe;

Utilizzo di materiali riciclati come ornamento, e di materie naturali per la costruzione di recinti, stagni, panchine eccetera;

Organizzare picnic con specialità cilentane lungo i nostri percorsi naturali, con telo e cestino;

Offrire percorsi sensoriali all’interno della tenuta, offrendo la possibilità ai futuri clienti di poter raccogliere ortaggi, frutta, aromi e uova dal pollaio, di ascoltare il cinguettio delle rondini, ma anche di imparare l’arte della semina, delle talee e degli innesti, con giornate dedicate al giardinaggio;

Offrire un soggiorno completamente immersi nel verde, restando comunque a 1 km dal centro storico e con accesso diretto alla Statale SS18, che collega il Cilento all’autostrada.


I nostri progetti rurali e ambientali

Al Podere, fin dal primo giorno, abbiamo avuto a cuore la salute del nostro terreno, alimentando l’ambizione di creare, per esempio, ambienti naturali che potessero aiutare nel nostro piccolo la fauna e la flora, facendo agricoltura senza pesticidi e nutrimenti chimici, e costruendo habitat a minor impatto possibile.

Il campo era sfruttato da vent’anni per la coltivazione di erba medica. Così, per prima cosa, abbiamo pensato all’importanza della presenza di alberi e della biodiversità all’interno delle campagne, e piantato un bosco planiziale di lecci, querce, olmi, frassini, allori e cercis.

Abbiamo poi piantato un filare frangivento di alloro e leccio, per contrastare in futuro i venti che diventano più violenti di anno in anno, come conseguenza dei cambiamenti climatici. Abbiamo realizzato da zero un frutteto misto di 40 alberelli, uno stagno naturale che ha attirato in poco tempo la natrice (un serpentello d’acqua innocuo ma sempre più raro nelle campagne a causa dei pochi spazi sicuri rimasti), e che dopo due mesi si è anche riprodotta.

Le antiche tradizioni sono ugualmente importanti, e per questo abbiamo pensato di ricostruire una parte del canale risalente alla riforma fondiaria, così da renderlo di nuovo attivo e colmo d’acqua, e di coltivare salici bianchi, i cui rami anticamente venivano usati per intrecciare cestini.

I progetti del Podere Cafasso, al momento, sono questi:

Dossi della biodiversità e delle erbe aromatiche – realizzato a febbraio 2020
Dosso delle piante grasse – realizzato a febbraio 2020
Bosco planiziale con frutti rossi – realizzato a febbraio 2020
Recinzione a impatto zero con rampicanti da fiore per insetti – realizzato a febbraio 2020
Recinzione a impatto zero con rovi selvatici per la raccolta delle more – realizzato a febbraio 2020

Frutteto – realizzato da marzo a settembre 2020

Filare di fichi d’india – realizzato ad aprile 2020

Stagno naturale – realizzato a maggio 2020
Dosso dei fiori di campo – realizzato a maggio 2020

Frangivento per uccelli e insetti – realizzato a giugno 2020

Recinzione a impatto zero con 9 specie mediterranee da siepe – realizzato a settembre 2020

Filare di lavanda – realizzato a ottobre 2020
Stagno di montagna – realizzato a ottobre 2020

Filare di salici da taglio per i lavori artigianali – realizzato a novembre 2020
Ripristino della canaletta della riforma fondiaria – realizzato a novembre 2020

Orto verticale con cassoni – realizzato a gennaio 2021, in costruzione

Pollaio per galline e oche, con stagno e rifugi – in attesa
Stalle per caprette – in attesa
Spazio per le arnie e l’allevamento delle api – in attesa

Dossi della biodiversità e osservatorio degli insetti

I dossi della biodiversità sono quattro piccole colline che affiancano il casale, di altezza irregolare, costituite da una base di drenaggio di ciottoli, terra e terrazzamenti di legno e tufo. La forma verticale è ideale per lo sviluppo delle erbe aromatiche e i fiori di campo, che non gradiscono i ristagni.

Due di questi dossi ospitano sul fianco esposto a Sud molte specie aromatiche e officinali, come rosmarino, melissa, calendula, mentre il fianco esposto a Nord accoglie bulbose, erbacee spontanee di campagna come il tarassaco, cespugli ornamentali.

Un altro dosso è dedicato ai soli fiori di campo e selvatici.

Il quarto dosso è invece rivestito di piante grasse.

Questi dossi hanno varie funzioni. Permettono la raccolta delle aromatiche per uso sia alimentare (come decotti) che artigianale (per produrre oli o saponi); di osservare il prolificare degli insetti, soprattutto quelli per la lotta biologica (come le coccinelle) e il loro ciclo vitale, dai bruchi alle api, grazie ai fiori e ad apposite casette di legno; di ammirare le tane delle lucertole e i formicai; di verificare come l’affollamento di specie vegetali permetta al terreno di mantenersi umido e riparato dal sole; di comprendere come le piante spontanee possano coesistere con quelle coltivate, senza essere considerate di disturbo ma anzi un arricchimento.

Bosco Planiziale

Il bosco planiziale è il tentativo di creare una piccola macchia boschiva con alberi di quercia, leccio, frassino, acero, olmo e cercis. Il suo valore è sia ambientale che storico, poiché simboleggia il recupero e la salvaguardia di specie arboree originarie della piana.

La macchia arborea ha una serie di steccati rustici, con aiuole di ceppi e massi, in cui sono coltivati frutti di bosco, asparagi selvatici, e cespugli della macchia mediterranea. Questo recinto ha la funzione di mantenere all’interno del bosco umidità e ombra, condizioni necessarie per la decomposizione delle foglie secche e la formazione dell’humus. Al centro del bosco, invece, è presente una collina di rocce con un muretto a secco, su cui vengono coltivate bulbose, erbe e felci di montagne.

Frutteto

Il frutteto è un’area visitabile riservata a cinquanta alberi misti da frutto, e con due filari di vite e di kiwi, tutti coltivati in maniera biologica.

Tra gli alberi adulti sono stati lasciati anche gli spazi per il “frutteto in adozione”, cioè piante da frutto che la gente dona al Podere e a cui inviamo periodicamente foto della loro crescita. Al momento abbiamo piantato già quattro alberelli adottati.

Stagno naturale

Lo stagno naturale è una vasca di 3 metri per 9, su due livelli di altezze (60 cm per le specie acquatiche da fondo, 30cm per le specie da mezzo fondo). Il fondo dello stagno è interamente rivestito di terra, per garantire tutti i processi naturali dell’ecosistema, e funziona senza filtri meccanici.
La sua purificazione avviene con un equilibrio naturale tra diverse piante che ossigenano e filtrano (come la Typha e la Pontederia cordata) e animali (come le vongole di fiume e le lumache).
Uno stagno con profondità diverse garantisce ai suoi abitanti di nidificare sulle sponde e nelle rientranze, e ai visitatori di osservare da vicino le uova e la crescita delle forme di vita.

Recinzioni a impatto zero

Uno dei problemi iniziali che abbiamo affrontato al Podere Cafasso è stato quello di circoscrivere il perimetro, perché la tenuta era sempre stata solo un campo di erba medica senza confini. Costruire un muretto oppure no? Oltre all’enorme spesa economica, sarebbe stata anche un’enorme colata di cemento. Così abbiamo optato per vegetazione e materiali naturali.

Recinzione Nord: su uno dei lati (la tenuta ha una forma triangolare) al nostro arrivo c’era una grossa massa di rovi, che invadeva la proprietà per diversi metri di larghezza, lì dove ci sarebbe dovuta essere la stradina che porta al parcheggio. Così abbiamo avuto un’idea: radere al suolo i rovi per recuperare il sentiero, costruire una recinzione di pali e rete ed “educare” in altezza i nuovi rovi che sarebbero nati. L’obiettivo è quello di avere una parete vegetale non più disordinata ma intrecciata alla rete, così da poter dare agli ospiti l’opportunità di raccogliere le more in estate, un’esperienza che ha accompagnato l’infanzia di molti.

Recinzione Sud: farfalle e api sono insetti impollinatori estremamente utili per l’ambiente, così come tanti altri insetti e ragni, ma a causa dei pesticidi usati nelle coltivazioni intensive, stanno sparendo. Non solo, come conseguenze dei cambiamenti climatici, spesso le api non affrontano più il letargo naturale. Svegliandosi prima del previsto, faticano a trovare nutrimento in periodi che non combaciano con le fioriture. Per questo, la seconda recinzione della tenuta è stata dedicata a 17 specie rampicanti che fioriscono in tempi diversi dell’anno.

Recinzione Ovest: la parte frontale della tenuta è circoscritta da una siepe di 9 specie mediterranee. Le differenti personalità delle piante permettono alla siepe di avere un aspetto irregolare e spontaneo, e miscugli di colori molto suggestivi.

Barriera frangivento

Filare di alberelli di alloro, lecci e oleandri, sul versante Nord, che nel tempo cresceranno diventando fitti, e proteggeranno la tenuta dai venti più intensi che provengono dalle montagne. Lungo questo filare, l’erba e i fiori spontanei vengono lasciati alti, così da dare rifugio agli uccellini che nidificano in basso, e a svariati insetti che non gradiscono il taglio dell’erba.

Stagno di montagna

Uno specchio d’acqua realizzato con pietre di montagna, il cui riciclo avviene attraverso una pompa a energia solare che va ad alimentare una pozza sopraelevata, da cui sgorgano poi due cascatelle.
Al centro di questo stagno c’è una zona più ampia, dentro cui verrà sistemato un tavolo con delle sedie che affiorano dall’acqua. Molti massi delle sponde, invece, sono di forma piatta, per permettere agli ospiti di godersi la lettura di un libro o uno spuntino stando con i piedi immersi.
Sulla piccola cascata sono state piantate felci tipiche delle zone d’ombra, come i capelvenere, e sistemati alcuni tronchi, che a contatto con l’acqua creeranno nel tempo un tappeto muschiato.

Filare di lavanda

Tre dossi bassi che incorniciano lo stagno di montagna, su cui sono coltivate piante di lavanda. Per gli appassionati del profumo intenso di questa famosa pianta officinale, usata per produrre oli, dare colpi di colore viola e attirare le farfalle.

Come per lo stagno di montagna, questo è uno degli ultimi progetti ultimati, perciò il suo aspetto può sembrare ancora acerbo.

Canaletta della riforma fondiaria

Si tratta dell’antico sistema del trasporto delle acque per l’agricoltura, della riforma fondiaria, ormai in disuso da anni. Nonostante fosse stato realizzato con del semplice cemento, il tempo ha fatto sì che la sua superficie si coprisse di muschi e licheni, che essiccati hanno dato vita ai caratteristici colori gialli e maculati.
Questi lunghi canali si trovano spesso distrutti ai margini dei terreni che non li hanno ancora rimossi. Noi abbiamo invece deciso di ricostruire la nostra parte di canale, riparare il pozzo, e ripristinare artificialmente il corso d’acqua, per omaggiare quello che è a tutti gli effetti un pezzo di storia.

Orto

Un’area visitabile e suddivisa in cassoni di legno per l’agricoltura rialzata, con settori di specie perenni e di stagione.

Questo progetto è in corso.

Fattoria

Questo progetto non è stato ancora realizzato.

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