Il parco e i percorsi

Dossi della biodiversità

I dossi della biodiversità sono coltivazioni a miscuglio di varie piante, su piccole colline di terra, pietre e legno. Questo permette al suolo di essere ben drenato, ma anche sempre umido, ricco di sostanza organica per la decomposizione del legno e delle foglie secche. Inoltre, è un’ottima soluzione per dare agli insetti e ai piccoli animali l’opportunità di nidificare senza essere disturbati o minacciati dal taglio dell’erba.
Abbiamo dossi per le aromatiche, per i fiori di campo, per le specie acidofile e ombra, per le erbe boschive, per le piante grasse e per la coltivazione dei salici.

Bosco Planiziale

Il bosco planiziale è il tentativo di creare una piccola macchia boschiva e un’ambientazione montanara. Ci sono alberi di quercia, leccio, frassino, acero, olmo e cercis, aiuole con frutti di bosco, e muretti a secco di tufo. Uno stagno di pietra e un sentiero della lavanda.

Frutteto

Il frutteto è un’area visitabile riservata a cinquanta alberi misti da frutto, e con due filari di vite e di kiwi, tutti coltivati in maniera biologica.

Tra gli alberi adulti sono stati lasciati anche gli spazi per il “frutteto in adozione”, cioè piante da frutto che la gente dona al Podere e a cui inviamo periodicamente foto della loro crescita. Al momento abbiamo piantato già quattro alberelli adottati.

Stagno naturale

Lo stagno naturale è una vasca di 3 metri per 9, su due livelli di altezze (60 cm per le specie acquatiche da fondo, 30cm per le specie da mezzo fondo). Il fondo dello stagno è interamente rivestito di terra, per garantire tutti i processi naturali dell’ecosistema, e funziona senza filtri meccanici.
La sua purificazione avviene con un equilibrio naturale tra diverse piante che ossigenano e filtrano (come la Typha e la Pontederia cordata) e animali (come le vongole di fiume e le lumache).
Uno stagno con profondità diverse garantisce ai suoi abitanti di nidificare sulle sponde e nelle rientranze, e ai visitatori di osservare da vicino le uova e la crescita delle forme di vita.

Recinzioni a impatto zero

Uno dei problemi iniziali che abbiamo affrontato al Podere Cafasso è stato quello di circoscrivere il perimetro, perché la tenuta era sempre stata solo un campo di erba medica senza confini. Costruire un muretto oppure no? Oltre all’enorme spesa economica, sarebbe stata anche un’enorme colata di cemento. Così abbiamo optato per vegetazione e materiali naturali.

Recinzione Nord: su uno dei lati (la tenuta ha una forma triangolare) al nostro arrivo c’era una grossa massa di rovi, che invadeva la proprietà per diversi metri di larghezza, lì dove ci sarebbe dovuta essere la stradina che porta al parcheggio. Così abbiamo avuto un’idea: radere al suolo i rovi per recuperare il sentiero, costruire una recinzione di pali e rete ed “educare” in altezza i nuovi rovi che sarebbero nati. L’obiettivo è quello di avere una parete vegetale non più disordinata ma intrecciata alla rete, così da poter dare agli ospiti l’opportunità di raccogliere le more in estate, un’esperienza che ha accompagnato l’infanzia di molti.

Recinzione Sud: farfalle e api sono insetti impollinatori estremamente utili per l’ambiente, così come tanti altri insetti e ragni, ma a causa dei pesticidi usati nelle coltivazioni intensive, stanno sparendo. Non solo, come conseguenze dei cambiamenti climatici, spesso le api non affrontano più il letargo naturale. Svegliandosi prima del previsto, faticano a trovare nutrimento in periodi che non combaciano con le fioriture. Per questo, la seconda recinzione della tenuta è stata dedicata a 17 specie rampicanti che fioriscono in tempi diversi dell’anno.

Recinzione Ovest: la parte frontale della tenuta è circoscritta da una siepe di 9 specie mediterranee. Le differenti personalità delle piante permettono alla siepe di avere un aspetto irregolare e spontaneo, e miscugli di colori molto suggestivi.

Barriera frangivento

Filare di alberelli di alloro, lecci e oleandri, sul versante Nord, che nel tempo cresceranno diventando fitti, e proteggeranno la tenuta dai venti più intensi che provengono dalle montagne. Lungo questo filare, l’erba e i fiori spontanei vengono lasciati alti, così da dare rifugio agli uccellini che nidificano in basso, e a svariati insetti che non gradiscono il taglio dell’erba.

Stagno di montagna

Uno specchio d’acqua realizzato con pietre di montagna, il cui riciclo avviene attraverso una pompa a energia solare che va ad alimentare una pozza sopraelevata, da cui sgorgano poi due cascatelle.
Al centro di questo stagno c’è una zona più ampia, dentro cui verrà sistemato un tavolo con delle sedie che affiorano dall’acqua. Molti massi delle sponde, invece, sono di forma piatta, per permettere agli ospiti di godersi la lettura di un libro o uno spuntino stando con i piedi immersi.
Sulla piccola cascata sono state piantate felci tipiche delle zone d’ombra, come i capelvenere, e sistemati alcuni tronchi, che a contatto con l’acqua creeranno nel tempo un tappeto muschiato.

Filare di lavanda

Tre dossi bassi che incorniciano lo stagno di montagna, su cui sono coltivate piante di lavanda. Per gli appassionati del profumo intenso di questa famosa pianta officinale, usata per produrre oli, dare colpi di colore viola e attirare le farfalle.

Come per lo stagno di montagna, questo è uno degli ultimi progetti ultimati, perciò il suo aspetto può sembrare ancora acerbo.

Canaletta della riforma fondiaria

Si tratta dell’antico sistema del trasporto delle acque per l’agricoltura, della riforma fondiaria, ormai in disuso da anni. Nonostante fosse stato realizzato con del semplice cemento, il tempo ha fatto sì che la sua superficie si coprisse di muschi e licheni, che essiccati hanno dato vita ai caratteristici colori gialli e maculati.
Questi lunghi canali si trovano spesso distrutti ai margini dei terreni che non li hanno ancora rimossi. Noi abbiamo invece deciso di ricostruire la nostra parte di canale, riparare il pozzo, e ripristinare artificialmente il corso d’acqua, per omaggiare quello che è a tutti gli effetti un pezzo di storia.

Orto

Un’area visitabile e suddivisa in cassoni di legno per l’agricoltura rialzata, con settori di specie perenni e di stagione.

Questo progetto è in corso.

Fattoria

Questo progetto non è stato ancora realizzato.

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